lunedì 30 giugno 2008

La verità non è mai né bianca, né nera. Men che meno è grigia.
Essa è un bianco che contiene il nero, o un nero che contiene il bianco, a seconda che ci si collochi al di qua o al di là di un certo, preciso, livello di coscienza.
So che è molto frustrante avere qualcosa sotto gli occhi e non riuscire a vederlo.
Ma non ci si può arrabbiare contro quel qualcosa perché non si mostra; si possono solo modificare il nostro sguardo e la nostra ipotesi percettiva.
Il che risulta tanto più difficile quanto più certo pretendiamo che sia ciò che crediamo di sapere.

venerdì 27 giugno 2008

Ammiro le persone inflessibili, ma quando lo sono esclusivamente con se stesse. Perché è solo in quel caso che l'impeccabilità è frutto della coerenza.

domenica 22 giugno 2008

Come ogni fotografo sa, il negativo non è altro che la matrice del positivo; e ogni immagine è visibile grazie al contrasto.

martedì 17 giugno 2008

La creazione, come dice la Genesi biblica, è un processo di separazione (le acque dalle terre, la luce dalle tenebre...)
L'amore è la forza attrattiva che tende alla riunificazione di ciò che è separato. Perciò, è solo nel desiderio di una unione che non si realizzi, che l'amore genera creatività.

lunedì 16 giugno 2008

"Ogni legame cosciente col centro spirituale del mondo si è ormai spezzato... [Ma] si dovrebbe parlare di qualcosa di nascosto, piuttosto che veramente perduto, perché non per tutti è perduto e vi è chi lo possiede ancora integralmente; se è così, altri hanno sempre la possibilità di ritrovarlo, purché sappiano cercarlo come si conviene, qualora cioè la loro intenzione (niyah) sia diretta in modo che, attraverso le vibrazioni armoniche che risveglia, essa possa mettersi in comunicazione spirituale effettiva con il centro supremo."

domenica 15 giugno 2008

Chi si assume la responsabilità di un'anima, deve fonderla con la propria, vincendone la desiderosa riluttanza.
E' un po' come possedere una donna che si dona appassionatamente, ma non vorrebbe tradire il marito.

sabato 14 giugno 2008

Per certe cose è troppo tardi. E per tutte le altre è troppo presto.
I compagni dell'essenza non sono i compagni dell'esistenza. Per questo gli amori assoluti sono sempre clandestini.

venerdì 13 giugno 2008

Amo molto la mia Umanità, ma non abbastanza da proporle una convivenza.

mercoledì 11 giugno 2008

Perdere il controllo può essere una esperienza molto bella, purché ad assumerlo sia l'amore, e non la rabbia.

lunedì 9 giugno 2008

Dal punto di vista del mondo “revelatus” (o relativo), il mutamento che si induce sulla realtà – fisica o sociale – è frutto dell’imposizione consentita dal potere di cui si dispone.
Viceversa, dal punto di vista assoluto, questo stesso mutamento è il prodotto di una potenza che l’Uomo esercita su se stesso, trasformandola in atto.
Va da sé che ciò non prevede la violenza, ma produce Necessità, cioè un concatenarsi necessario di cause ed effetti che sfuggono ad ogni potere e ad ogni imposizione.
Mentre di fronte all’imposizione vi è sempre – più o meno manifesta – una reazione di ribellione (la quale è fondamento del mondo relativo: “la vita è capacità di reagire”), di fronte alla Necessità non può esservi che un atto di sottomissione, che è tanto più consapevole quanto più è libero chi lo fa.

sabato 7 giugno 2008

Un tale se ne andava per la sua strada assorto nei suoi pensieri. Camminando, lasciava cadere da una borsa che aveva con sé alcune monete, ma era così assorto che non si poteva attirare la sua attenzione su questo fatto.
Così, alcuni presero a seguirlo raccogliendo le monete. C’erano quelli che ne raccoglievano il più possibile, nell’intento di restituirgliele appena lo si potesse risvegliare dal suo stordimento; altri ne raccoglievano alcune e se le mettevano in tasca, altri ancora – che si vergognavano di mostrarsi così interessati – ne raccoglievano raramente, con fare distratto. Tutti, però, continuavano a seguirlo.
Dopo alcune ore di cammino si trovarono tutti al confine di quella regione, dove c’era un varco sorvegliato per attraversare il quale era necessario pagare un pedaggio di cento monete.
Il prezzo era molto alto: da quella regione – governata da uno spietato tiranno – molti avrebbero voluto uscire, ma la loro povertà non lo consentiva.
Il viandante si fermò, e parve risvegliarsi. Contò dalla borsa cento monete tra quelle che gli erano rimaste, pagò il pedaggio e superò il varco. Quanti lo avevano seguito fin lì, cominciarono a contare le monete che avevano raccolto…

martedì 3 giugno 2008

Certo sono molte le cose che non so. E sono - esattamente - quelle che non mi interessano.

domenica 1 giugno 2008

Chi è troppo più grande di noi ci fa paura.
Un buon modo per esorcizzarla è svalutarlo tanto da immaginarcelo al nostro stesso livello, fino ad atti di presunzione di tale entità da trattarlo come un nostro pari.
Ma tutti gli uomini hanno pari dignità; quindi Chi è troppo più grande di noi non è un uomo.