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venerdì 18 settembre 2015

Ascoltare


"Per  Profezia non si intende la previsione del futuro, ma l’attuazione, a tempo debito, di qualcosa che non era mai stato attuato prima, sebbene fosse contenuto nel Progetto, ed il mezzo profetico per eccellenza è il Verbo, o Logos, che va inteso – in questa accezione - come emissione di una vibrazione capace di dare attuazione alle forme mature. Il Profeta è spesso rappresentato intento all’ascolto, come Elia nel deserto; pronto a cogliere la vibrazione che altri non odono (“chi ha orecchie per intendere intenda”) per trasformarla in parola udibile, o in vibrazione operativa."

mercoledì 16 settembre 2015

Preghiera degli Amanti



O notte,
silenziosa e quieta nello scrigno di luce:
il buio è l’altra parte di Te, 
o Signore,  
e si fa attesa,
e nella sospensione
il mio pensiero s’annulla 
e vibra d’essenza.
 

Tra le stelle d’oro, 
dell’Amata la voce è spazio che le unisce
è armonia di canto, 
o Signore,
i suoi occhi liquidi e profondi come un mistero 
sono  il Tuo riflesso
e mi  immergo in essi come in acqua fresca,
esausto dopo lungo peregrinare:
in un breve istante di profonda saggezza
il mio cuore è finalmente bambino.
 

O Signore, 
mi hai creato uomo,
pieno di insidie segnasti il mio cammino,
sigillai il mio cuore per non vedere la tua scintilla,
amai solo come una gracile creatura,
agitando solo i riflessi delle mie imperfezioni,
sigillai il mio cuore con una chiave di stoltizia,
o Signore,
vissi in mestizia
nell’abbaglio che svia dal retto cammino,
con un movimento di oscure emozioni
che credevo fibre d’argento.
 

O Signore, 
Ti ringrazio di avermi legato
ad  assassine e statue di sabbia,
che solo un sospiro avrebbe spezzato,
ai miei polsi erano solo catene  di carta.
Non me ne avvidi.
Perdonami, 
o Signore.
 

Nel mio cuore scese il buio più nero,
notte senza luna,
cieco tra i ciechi che erravano
in orizzonti finiti.
O Signore, 
tu alterni giorno e notte,
dolore e gioia.
Stavi consegnandomi la spada
Per squarciare il velo d'ombra.
 

Venne Lei, 
o Signore, 
la mia Amata
Con le Sue labbra di pesca,
i Suoi capelli di rame,
il Suo corpo di Rosa,
La riconobbi dalla sua lucenza in petto sepolta,
la riconobbi
tra tutte coloro che sono state
E tra tutte coloro che verranno,
così come un marinaio di lungo corso
avverte la presenza d’ una terra d’ approdo
soltanto attraverso un alito di brezza.  
 

 O Signore,
ogni mia fibra tende a Lei
i  muscoli vibrano come casse armoniche,
le mie parole escono incerte,
non so esprimere, 
o Signore,
né ormai voglio
ma mentre la stringo a me,
le mie mani si espandono
affinché io possa carezzarla
ovunque Essa sia,
il tempo si annulla
ché Lei possa brillare per sempre,
ogni istante  della sua vita
passata, presente e futura
è un petalo di fiore che mai appassirà,
perché la Sua bellezza è tutto ciò che è.
 

O Signore, 
regalami il Silenzio assoluto
perché Lei è in quello, 
ed in quello io La Amo. 
Quando a Lei mi unisco, 
o Signore,
negli amplessi più intensi
non vi è nulla se non Te,
né mura, né ferro,
né prima né dopo,
non vi è il sotto, non vi è il sopra,
non vi è terra non vi è cielo,
non vi è uomo non vi  è donna,
non vi è sporcizia né nitore.   
 

Il suo sesso dischiuso è  danza che si fa carne,
è movimento che l’inesprimibile
esprime
quando in lei muoio e rinasco rigenerato
mille e mille volte ancora.
 

O Signore,
aiutami a scavare questa mia pelle ruvida,
emenda i miei turbamenti e fanne forza,
cancella in me ogni sentiero, 
o Signore,
cancella ogni singola orma alle mie spalle
che impedisca di amarLa come Tu vorresti,
e come Lei vorrebbe che io Ti ami,
cancella ogni mio disarmonico  lemma
e fanne un il perenne respiro dei Mondi.
 

Il tempo scivola tra le mie dita
come un filo di lana,
o Signore, 
sei l’arancio tramonto invernale
che la fa splendere, Donna tra le donne,
sei la malinconia che le strugge il suo viso d’incanto
mentre raccolta in se stessa
disegna splendore che pulsa,
i suoi tratti  acquistano vita
è Lei la fiamma  che incendia e purifica.
 

o, Signore, 
Tu che ci creasti creature mortali,
lasciaci nella meravigliosa incoscienza,
che sui nostri campi cresca grano
e  pane fragrante,
che il sole s’immerga nei pomi dorati,
che le nostre nude mani
costruiscano ponti e navi di legno,
che le nostre bocche possano bere un dall’altro,
lascia ai nostri figli l’ incertezza del cammino
ma nel contempo l’amore  per capire,
perdona le nostri madri ed i nostri padri
ed il loro dolore
che riposa in  fondo ai nostri sguardi.
 

Lasciami,
o Signore, 
come ultimo istante
il sorriso della mia Amata,
che amplia il mio cuore
e  mi accompagna a Te
mano nella mano.  
Luce nella Luce.
 



Pino d’Andrea, 15 settembre 2015

mercoledì 2 settembre 2015

Immortalità

Il dott. Alexis Carrel (biologo premio Nobel 1912, Sainte-Foy-lès-Lyon, 28 giugno 1873 – Parigi, 5 novembre 1944) diceva:“La cellula è immortale. È semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada. Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente”. Mantenne in vita un cuore di pollo immerso in soluzione fisiologica per 32 anni, cambiando solo la soluzione ogni giorno. Poi qualcuno dimenticò di farlo …


Ci sono esseri acquatici che sono per intero un cuore che batte ritmicamente come un motore,
 e rappresentano il risveglio della Coscienza che diverrà “Cuore”.

martedì 1 settembre 2015

Femminilizzazione

Alcuni biologi hanno rilevato che nel mondo della natura i caratteri sessuali maschili si vanno progressivamente riducendo e tendono all'estinzione. Ciò avviene da alcune generazioni a questa parte. Alcune specie animali hanno giù iniziato ad acquisire caratteri ermafroditi.
Il processo riguarda anche la specie umana. Non si conosce la ragione di questo mutamento in atto, che viene chiamato "femminilizzazione", ma si pensa che sia conseguenza dell'inquinamento, anche se non si comprende come mai l'inquinamento aggredisca le caratteristiche di genere del maschio e non quelle della femmina.
E' noto che, a livello cromosomico, il maschio sia una differenziazione della femmina; quindi si deve vedere piuttosto il fenomeno come un retrocedere verso la condizione precedente la differenziazione, qualunque ne sia la causa.
In principio era il Nun, ovvero l'indifferenziato, il Mare cosmico; la Creazione è un processo di differenziazione, e il seme maschile è ciò che la determina, poiché è il germe morfogenetico capace di attrarre gli elementi affini ed organizzarli, separandoli e specificandoli. La Creazione è un divenire eterno, non un Big Bang avvenuto una tantum.
Il seme, caduto nella terra, che è l'insieme complesso dei nutrienti, si sviluppa grazie a questi nutrienti, selezionando quelli che gli sono utili alla crescita - che incorpora e porta con sé nella propria crescita e sviluppo - e scartando gli altri; è quindi il seme l'elemento maschile, il differenziatore e l'individualizzatore.
La psicosi generalizzata che invade la nostra società è assenza di individuazione, incapacità dell'individuo di potersi riconoscere come "io" e conseguente terrore di diluirsi in un Nun divorante e distruttivo.
Il seme (maschile) sviluppa se stesso, ovvero manifesta le proprie intrinseche potenzialità, grazie all'apporto delle peculiarità femminili; il processo di crescita è un processo di integrazione ed unificazione. L'unione di maschile e femminile non può generare un ermafrodita, perché questa è una sommatoria di qualità senza che l'una sia di supporto all'altra, e senza che la reciprocità produca il movimento che è la qualità specifica della vita.
Quello a cui assistiamo - secondo le ricerche dei biologi - è invece il recedere verso l'indifferenziato, che significa inversione della direzione della crescita.
Tutto, sempre, evolve: la fine di una Creazione è l'alba della successiva, l'implosione di un Universo è l'esplosione dell'Universo contiguo.