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venerdì 4 gennaio 2019

La Regola, i regolamenti e le relative regolazioni.

Alcuni si riferiscono al rispetto delle regole come fattore morale. Altri si ribellano ad esse ritenendole imposizioni da parte dei potenti; oppure le ritengono le basi di un qualsiasi rapporto inter-personale per lo stesso motivo per cui, chiunque giochi a qualcosa, può farlo solo con antagonisti che condividano le "regole del gioco" e vi si attengano per convenzione. In generale si ritiene che le regole qualcuno le faccia ed altri vi si attengano, più o meno liberamente.

Ebbene, no.
La Regola (come quella monastica, volendo) è una disciplina, e la disciplina nulla ha a che vedere con le imposizioni e le punizioni. La disciplina è trovare un ritmo, il proprio, e il ritmo, anche se può essere usato per misurare il tempo, produce eternità in chi lo segue.
La Regola è un Assoluto (si intende un valore ontologico non relativizzabile in compromessi ed adattamenti); perché non si applica mai relativamente alle necessità del momento o di qualcuno, non ha gradazioni di nettezza; è essa stessa la Necessità a cui ci si deve adattare, o starne fuori.
La Regola è un ritmo armonico, come quello fissato - ad esempio - dal rapporto stabilito dal numero aureo tra le dimensioni. E' l'apparire della bellezza nella sua maestosa magnificenza. Adottare la Regola vuol dire partecipare al Tutto collocandosi in rapporto armonico con ogni altro elemento "regolato"; far propria la Regola vuole dire essere in Armonia (cioè nell'Armonia come parte di essa), e quindi viaggiare (o vivere) sull'onda portante positiva che la Bellezza manifesta e genera insieme.
Star fuori dalla Regola (magari per poter rispettare i regolamenti e non farsi punire, perché a volte i regolamenti sono regolamenti di conti), è rompere l'Armonia, creare disordine, bruttezza infinita e condannare chiunque vi capiti in mezzo a diventare brutto per puro e solo adattamento di sopravvivenza; pusillanime, impaurito, umiliato, bisognoso, triste, disperato.
La Regola è per gli Uomini, ce l'hanno dentro; i regolamenti non sono per gli uomini... e dunque è difficile definire il grado di umanità di chi li fa e di chi li segue a capo chino... ma, certo, questa sì è una... umanità relativa.

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