Nelle società demo-plutocratiche,
quali quella che viviamo nella sua fase di disfacimento, la povertà è l'unico
bene che l'uomo affrancato dalla propria animalità può permettersi.
La povertà è libertà dalle
coercizioni, in quanto chi non ha niente da perdere risulta non ricattabile; ma
è molto mal vista, a causa della sensazione di impotenza che genera; tanto che
il povero viene attaccato continuamente da quei cani randagi imbrancati che
sono coloro che, espulsi dalla società dei ricchi, popolano le periferie
dell'umano nel tentativo di strappare con la violenza qualche brandello dei
resti di chi li comanda.
E’ questa la ragione, solo
apparentemente paradossale, per la quale il povero non viene sostenuto, ma
costantemente perseguitato; e perseguito perfino in quanto, in questa ottica,
la povertà è un grave reato di eversione, un tentativo di destabilizzazione delle
ferme leggi che regolano l’arricchimento coatto.