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giovedì 27 dicembre 2018

La verticalizzazione delle dinamiche sociali

Qualcuno ha fatto acutamente notare come le categorie tradizionali del pensiero politico, quelle di Destra e di Sinistra, siano ormai state sostituite da quelle di Sopra e di Sotto, che rappresentano chi è molto ricco (di soldi e di potere) contro chi è molto povero (di entrambi).
La cosa prescinde da ogni ideale di uomo o società: è una mera questione di facilità o difficoltà a sopravvivere.
Dunque le Istituzioni, che erano state costituite (con la Costituzione, appunto) in modo che ogni Potere controllasse gli altri, al fine di garantire la democrazia, l'equità e la giustizia, se costituivano il migliore campo di gara degli ideali sociali, sono però un campo di gara orizzontale (destra e sinistra sono categorie dello spazio orizzontale), che oggi non riesce ad essere adeguato più di quanto una pista di pattinaggio artistico sia adeguata a una gara di arrampicata sportiva.
Per questo motivo si assiste a una inevitabile paralisi delle funzioni vitali delle Istituzioni, che sono semplicemente vanificate, perché non costituiscono più il luogo in cui si gioca la partita.
Come chi scrive ha avuto modo si far notare in più occasioni dal suo particolare punto di vista, l'oscillazione dialettica tra polarità si è spostata dal braccio orizzontale della croce (che non è un mero simbolo, ma un archetipo dei moti della Vita) a quello verticale, rispondendo alla generale tendenza (manifestatasi per questa fase negli ultimi trent'anni) di tutto quanto è a Sud a spostarsi verso il Nord (vedasi in questa chiave così le migrazioni, come i movimenti delle placche tettoniche, che sono prodotte dallo stesso movimento generale).
Sul piano sociale, però, quando la dinamica si svolge sull'asse verticale, le forze che stanno sotto tendono ad accumulare energia progressivamente, come avviene in una camera magmatica: sebbene sulla bocca del vulcano vi sia un tappo che per un po' regge, alla fine il tappo salta ed avviene un'eruzione.
Le dinamiche su l'asse verticale sono dunque quelle che producono le rivoluzioni e le contro-rivoluzioni autoritarie, e che finiscono per rispondere solo alla violenza di forze dirompenti e incontrollabili: cosa questa temutissima... (non la violenza, ma la perdita del controllo!).
E' vero che sembra che le forze magmatiche siano al potere, ma non è così: sono costituite da  arrampicatori sportivi che si arrampicano sul piano ghiacciato e orizzontale di una pista di pattinaggio. Pista molto molto scivolosa, e che - di certo - non condurrà mai in alto.
Si dice qui questo senza altro fine che osservare la verità apodittica di un processo la cui distruttività può essere contenuta solo dalla presa d'atto della sua ineludibilità. Al di là c'è una crescita certa; ma no del PIL, delle coscienze.

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